"Le scienze inesatte", Stefano Bessoni
Rachel è la prima tra i protagonisti della serie "Le scienze inesatte" (Logos edizioni, 2017-2019), di Stefano Bessoni: "Rachel" (2017), "Rebecca" (2018), "Giona" (2018) e "Theo" (2019). Una serie di libri che ho acquistato d'impulso, incuriosita dal titolo, e che ho letto tutta d'un fiato per capire come sarebbe andata a finire.
Breve e ricca di illustrazioni che arricchiscono la narrazione, è molto macabra, grottesca e soprannaturale. Mi ha fatto pensare a Tim Burton, sia per i temi sia per l'estetica. Tutto gira intorno a una Wunderkammer, una stanza ricca di oggetti stile museo precoce che si usava molto nel secolo scorso e che l'autore dice nascere dall'impulso umano di catalogare, cogliere e controllare la realtà. Si toccano poi alcuni temi vicini all'alchimia e altre affascinanti pseudoscienze, su cui non mi dilungherò per non spoilerare.
Ciò che mi è più piaciuto dei libri sono le postfazioni dell'autore, che chiariscono la storia dietro le pratiche descritte tra le pagine e alcuni retroscena della scrittura. Per esempio, nella postfazione del primo si scopre che Rachel è ispirata a una persona esistita davvero - anche se il cognome e la sua vita dopo l'infanzia sono stati diversi da quelli del libro. Invece, mi ha convinta poco la trama dei libri, in particolare quella dell'ultimo, "Theo". Mi è stato difficile restare agganciata alla narrazione, perché molte cose mi sembravano troppo illogiche - al di là della componente soprannaturale, che per mia natura tollero con difficoltà. In particolare, mi sembravano poco sensati e coerenti alcuni comportamenti e motivazioni di Rebecca e Giona, che rendono peraltro strane certe loro interazioni. Mi ha fatto sorridere, ma anche un po' indispettire, il continuo accenno in tutti i libri al fatto che la guerra incombeva, perché era una frase che in genere non veniva giustificata narrativamente, ma cadeva un po' nel vuoto e non influiva sulla vita dei personaggi. Mi ha ricordato la celebre frase: "l'inverno sta arrivando!". Avrei anche apprezzato di più alcune spiegazioni o chiarimenti in più, anche brevemente. Per esempio, a un certo punto c'è un interessante passaggio sull'etimologia di una parola che sembra avere un possibile impatto sulla trama, ma resta appesa.
È possibile che qualcuno meno pignolo e fissato con la scienza di me possa apprezzare questi libri. Però di scientifico vero c'è proprio poco, perché l'autore ha una passione diversa, più legata al mistico e al misterioso - e lo dichiara. Non facevano per me.

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