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"Buoni libri cattivi libri", George Orwell

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Prima libraio, poi recensore, poi scrittore: George Orwell (o meglio Eric Arthur Blair) di libri ne sapeva qualcosa. "Buoni libri cattivi libri" (Elliott Edizioni, 2022) raccoglie diverse riflessioni sul tema, pubblicate tra il 1936 e il 1946. Il risultato è un collage di ironia, disincanto, analisi storica e politica, introspezione. Nella prima parte, la raccolta affronta valore e costi di un libro in quegli anni, con molti esempi di autori dell'epoca che almeno personalmente non conosco affatto, per cui ho potuto apprezzare solo in parte la critica e il sarcasmo di Orwell - anche se in alcuni passaggi ho comunque riso. Sicuramente è da conoscere Henry Miller, poiché Orwell lo cita in modo particolare.  Ho trovato più interessante la seconda parte, in cui Orwell sviscera il rapporto tra scrittori/scrittura, intellettuali in generale e la storia . Quanti "bravi" cattolici sono stati bravi romanzieri? Perché tanti autori negli anni Quaranta si dicevano proprio ...