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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

"Storia di Iqbal", Francesco D'Adamo

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Con che delicatezza un racconto di una storia, vera, così piena di disumanità e coraggio, orrori e bellezza. Ho iniziato " Storia di Iqbal ", di Francesco D'Adamo (Einaudi ragazzi), senza ricordare che si trattasse di una storia vera. Me lo ha consigliato e prestato un'amica. Così, pensavo di avere tra le mani un suo pezzo di cuore (come accade quando ci viene affidato un libro suggerito con tanto coinvolgimento). Invece, avevo tra le mani milioni di cuori . Una storia importantissima, raccontata con uno stile semplice ma bello e in compagnia di bellissimi personaggi, in poche pagine. È uno di quei libri che devono essere letti , perché ti mostrano una parte di mondo e di umanità che non conoscevi, e così ti cambiano. Ovviamente, facendoti tanto male.

"Il signore delle mosche", William Golding

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Profondo, sorprendente, angosciante. "Il signore delle mosche" (William Golding) è un grande classico che mi è stato consigliato da più voci, e ne capisco il motivo. Probabilmente pochi libri come questo riescono a scavare così nella paura , nella perdita della ragione e nella banalità del male . Con alcune descrizioni, poi, quasi poetiche. Ho amato i diversi personaggi, il crescere dell'oppressione e dell'orrore. Un libro potentissimo che è impossibile finire a cuor leggero e a mente sgombra, come ogni opera che ti fa riflettere sull'umanità senza filtri. (Anche se non concordo con la tesi di fondo dell'autore.)